Terapia Infettiva: #Terapie Visive 2



sabato 17 novembre 2012

#Terapie Visive 2


UN  CUENTO  CHINO ( un racconto cinese), 

Diretto dall’argentino Sebastián Borensztein, e tradotto in italiano in COSA PIOVE DAL CIELO,  è vincitore del Festival di Roma 2011. 

Il preludio è ambientato in Cina. Una coppia di innamorati trascorre un piacevole pomeriggio in una piccola barca sul lago. Mentre lui si appresta a donarle l’anello di fidanzamento, una mucca piove dal cielo uccidendo la donna. 
È l’irrompere dell’assurdo, del non-senso. Lo diceva bene David Foster Wallace, “succedono cose davvero terribili. L'esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili”.
 Questo avviene anche in Argentina, dove si svolge il resto della storia. Vittima dell’assurdo è Roberto, proprietario di un negozio di ferramenta a Buenos Aires. Di lui non si sa nulla, vengono solo mostrati gli effetti della sua immeritata solitudine. Va a dormire ogni sera alle 23( attende ossessivamente lo scoccare di quell’ora per spegnere le luci), conta le viti che ha richiesto al suo fornitore una per una, esasperandosi nel trovarne sempre in numero inferiore, non accoglie l’amore di una donna pazzamente innamorata di lui, una felliniana Muriel Santa Ana.
 Come molte persone sole, è burbero e metodico, e colleziona articoli di giornali di tutto il mondo che raccontano di notizie assurde. Dal mondo da cui lui si ritrae però piove dal cielo  uno sconosciuto cinese, che solo gli spettatori sanno essere la sfortunata vittima del preludio, arrivato in Argentina per ritrovare lo zio. Roberto lo accoglie in casa, ma la goffaggine dell’ospite, e l’impossibilità di comunicazione rendono impossibile la convivenza. 
Comincia qui il percorso di queste due solitudini che dà al film il sapore di una favola. È un percorso che porterà Roberto, ben interpretato da Ricardo Darìn, indimenticato protagonista de “Il segreto dei suoi occhi”,  a fare i conti col suo passato, in una sorta di film di formazione.
 Per quanto il finale lasci a desiderare, i personaggi restano ben impressi, e per quanto surreale, ogni cosa è davvero illuminata dallo scorrere delle scene. A chi trova questo film superficiale, va detto che se il cinema è darsi una seconda possibilità, se è immaginare di vivere ciò che non è possibile avvenga nella realtà, questo è un film riuscito. 


Luigi Bracciale

Nessun commento:

Posta un commento