La prima cosa che salta alla mente ascoltando i Jocelyn Pulsar è: “Ma quanto suona bene, quella chitarra?”. O, almeno, è ciò che è
capitato a me: stando a pochi metri dal palco, ho potuto apprezzare quel timbro
quasi lo-fi che fa tanto anni ’90. Eppure ai Jocelyn Pulsar non si può certo
applicare un’etichetta di semplice “revival”: sono pienamente calati
nell’attualità, e i testi ne sono la conferma. Molteplici le citazioni alle
piccole rivoluzioni telematiche occorse negli ultimi anni, elemento che contribuisce
a rendere possibile immedesimarsi nelle piccole storie quotidiane narrate con
una delicata (e anche malinconica) ironia. Ecco, forse è proprio l’aggettivo
“delicata” quello che si potrebbe attribuire alla loro proposta musicale: è
stato così anche per la serata, che aveva un’atmosfera quasi “intimista”. Una
piacevole sorpresa, senza dubbio.
Ad aprire la serata, gli Irene a New York: decisamente diverso il loro sound, più votato alla new-wave e all’elettronica. Ma di certo non hanno stonato con la serata, visto che anche per loro vale lo stesso discorso dei testi ironici e con ampi riferimenti all’attualità.
Nessun commento:
Posta un commento