Terapia Infettiva: 22esimo Quartiere intervista



venerdì 26 ottobre 2012

22esimo Quartiere intervista


Intervista in pillole ai 22esimo Quartiere (biografia), gli artisti che hanno aperto le rassegne di quest'anno di Terapia Infettiva. (a cura di GMM)


GMM: Il vostro genere è  l'hip hop. Cosa pensate della scena in Italia e nel mezzogiorno in particolare?

N: Il nostro genere è l'hip hop, ma anche il raggae e il rap. Sulla scena ci sarebbero un sacco di cose da dire, certo la carriera non la si fa più come all'inizio, facendosi conoscere jam dopo jam. Il successo oggi è legato molto di più alla diffusione via rete, meno selettiva sul piano qualitativo. Al sud la scena è molto attiva specie con la reggae, poi ogni città offre diverse opportunità.

GMM: L'autoproduzione: i pregi e i difetti

N: A dire il vero l'ultimo album è stato prodotto da noi, ma distribuito da una piccola casa discografica indipendente. Certo rispetto alle major si ottiene una esposizione mediatica molto minore, e sappiamo che difficilmente un artista viene richiesto se prima non viene pubblicizzato ualmeno un po'. A marzo abbiamo fondato la nostra etichetta, che è anche un'associazione culturale. ovviamente facendo tutto da sè la soddisfazione è maggiore, e la nostra intenzione per il prossimo album è di incidere le tracce anche sul disco fisico, oltre che in digitale. Vorremmo poter fare della musica il nostro secondo lavoro oltre che una passione.

GMM: Suonate nei centri sociali e scrivete testi impegnati. Come vedete la situazione sociale e politica in Italia

N: Dal punto di vista politico siamo molto confusi, parlando di partiti. Siamo sicuri di non essere fascisti, per usare un eufemismo. Crediamo che la musica abbia un importante ruolo culturale. alcuni artisti pensano che bastino i tg a mostrare alla gente la realtà del paese. Altri credono che se la tua musica parla di temi sociali allora non può essere rap. Noi siamo di tutt'altro avviso: un genere che nasce dalla strada non può non raccontare il presente della gente comune. certo, scegliere argomenti spensierati e rappare rime complicatissime può rivelarsi una migliore scelta di marketing. Ma quella non è musica, è fumo negli occhi. non mancano certo le eccezioni, anche tra chi ne vende molti di album, come caparezza, frankie hi energie, brusco..

GMM: Per chiudere, a chi si ispirano i 22° quartiere, chi vorreste essere?

N: Della produzione musicale si occupa ris, e se vai ad ascoltare i suoi singoli si vede che è alla raggae che si ispira. Nel complesso siamo un ibrido di influenze: la nostra è una ''word music'' difficilmente definibile. A noi pare che spinga bene, e anche dall'estero ci arrivano un po' di apprezzamenti. Pensiamo di essere una buona proposta per chi ascolta la musica con la mente, oltre che con le orecchie.






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